Riflessioni su insegnamenti

Be prepared

Si fa confusione fra il “preoccuparsi delle cose quando non sappiamo se succederanno” => e quindi stare in ansia, e il “preoccuparsi delle cose per essere pronti se dovessero succedere”.

Sono concetti adiacenti ma completamente diversi, è un pò come la differenza fra Ottimista e Positivo senza arrivare quindi ad essere dei Prepper è possibile inserire nella propria vita l’approccio dell’essere preparati, piuttosto dell’approccio “vediamo cosa succede e poi cerchiamo una soluzione”.

Da qualche parte ho sentito dire “puoi essere bravo ad improvvisare ma non puoi costruire un paracadute mentre cadi da un aereo” quindi prima che accada qualcosa, devi avere degli strumenti (capacità, cuscinetti vari) per reagire.

Importantissima anche la capacità di saper improvvisare, perchè dopo aver detto che è importante essere preparati, bisogna anche dire chiaramente che non si è mai preparati del tutto a ciò che può succedere, e quindi, con strumenti e capacità acquisiti prima che diventino necessari, e con la capacità di saper improvvisare, si possono avere dei vantaggi. Se andiamo impreparati ad un esame universitario, saremo in ansia perchè sapremo di non sapere e quindi sentiremo il pericolo di essere bocciati, ma a volte si viene bocciati anche sapendo tutto, perchè non siamo stati in grado di interpretare una domanda posta in maniera diversa da come l’abbiamo studiata, legare due concetti che abbiamo studiare separatamente e improvvisare un ragionamento diverso da quelli che abbiamo incontrato in fase di studio.


Ragionamenti su carta scritti qualche anno fa.

Ho quasi 35 anni e ho sempre avuto un approccio molto “artistico” alle cose. Ma leggendoti ho capito che spesso il mio approccio è più casuale.

Un po’ per il carattere un po’ per l’abitudine, ho preferito spesso andare “a braccio” piuttosto che prepararmi e ho avuto buoni risultati, ma mai i risultati eccellenti che avrei potuto avere.

Poi c’è la componente dell’ansia e dell’insicurezza che, per quanto nel tempo io ho imparato a “gestire” mi ha creato e mi crea diverse difficoltà.

Ho due figli di 2 e 6 anni nei quali rivedo alcune mie insicurezze ma anche una brillantezza mentale e d’animo che non credo di aver mai avuto.

Spesso riesco a guidare e a dare dei buoni consigli, a insegnargli a gestire situazioni in cui si trovano (soprattutto col più grande, ovviamente per l’età) ma mi sembra sempre di andare a mettere una pezza: un problema salta su e diventa il modo per dare un insegnamento, che poi alla fine gli insegnamenti sono sempre relativi alla coscienza di sè e dei propri desideri, al rispetto di sè e degli altri, alla logica, alla possibilità di ottenere la giusta serenità mentale prima di prendere una decisone anche banale. Ad esempio ieri ero adirato per lavoro e mio figlio mi ha detto “non bisogna essere tesi altrimenti le capacità di ragionamento degradano…” quindi diciamo questo è il genere di discorso che cerco di fare con loro e lui poi mi ripropone le cose che gli insegno quando pensa che sia io in difficoltà, questa è la prova massima che ciò che dico viene acquisito.

Molte delle cose le assorbo io stesso dai tuoi podcast e newsletter; è possibile che molte cose fossero già nella mia testa da tempo ma sentire che un altro le dice in maniera così semplice, aiuta a focalizzare i concetti.

Penso che i miei figli abbiano buone possibilità di fare qualcosa di buono nella loro vita e vorrei creare l’ambiente più adatto perché loro possano formare le proprie coscienze e personalità liberamente.

Adesso c’è un problema col termine “liberamente” in quanto il contrario di liberamente mi ha sempre fatto pensare alla disciplina e la disciplina come qualcosa di limitante e di conseguenza negativo. Ho capito solo da poco tempo che la disciplina accanto alla creatività e alle particolarità di ognuno di noi, è lo strumento necessario per fare qualcosa di rilevante.

Ho sempre pensato che mi sarebbe bastata la creatività mentre ho capito che la creatività senza disciplina è solo confusione.

Mi trovo oggi a dover cambiare alcuni aspetti della mia vita per conservare la mia salute (lavoro in maniera eccessiva e lo stress mi sta facendo del male) e forse per me è già tardi, farò presto delle analisi ma comunque andranno, so di aver già perso tanto tempo.

Se sono quindi qui a farmi queste domande è perché sto cercando di capire come mettere a frutto gli errori e le scelte positive che ho fatto nella mia vita, in modo da dare ai miei figli (e ad altre persone) non tanto dei consigli ma delle reali tecniche.

Ad esempio, mio figlio più grande ha difficoltà con gli insetti perché ha visto mia moglie scappare da un’ape e in più è anche stato punto da una vespa (con conseguente esperienza ospedaliera, etc) e ora è giustamente sensibile a questi esseri volanti; ho provato a dargli diversi esempi e consigli ma sembra non bastare mai.

Allora sono arrivato a dargli una tecnica: “quando vedi un insetto resta fermo e osservalo per capire se è potenzialmente pericoloso, e se si avvicina mantieni il controllo e scaccialo solo se si appoggia sulla maglietta” e altre indicazioni del genere.

Quello che ho sempre cercato di fare è stato “dargli degli strumenti”, non gli ho mai tolto le castagne dal fuoco ma gli ho indicato delle possibili tecniche e soluzioni.

Il concetto della responsabilità personale è sempre stato un faro di insegnamento ma mai (e lo dico con vergogna) un faro della mia esistenza.

In sostanza, cerco di dare gli strumenti per essere degli esseri umani più capaci ad osservare se stessi, a capirsi, a impegnarsi per avere ciò che si pensa di volere e ad autodisciplinarsi.

Ad esempio non mi capita spesso di riprendere mio figlio dicendo che qualcosa non va bene ma lo faccio ragionare affinché capisca se ha fatto bene e in caso contrario decida se è il caso di correggere o meno perché sono dell’avviso che chi è in grado di valutare se stesso non avrà mai molto a che fare con i controllori, con coloro a cui piace bacchettare gli altri e quantomeno meno avranno gli elementi per discutere e difendersi.

Il punto ora è che voglio capire come progettare un percorso formativo, scolastico e non, per continuare sul discorso della consapevolezza e disciplina.

Sicuramente un’arte marziale, sicuramente lo sport e sicuramente le scienze a cui il più grande è interessato (l’altro è ancora piccolo per spiegarci le sue inclinazioni) ma mi sembra che non basti.

Fare più volte una cosa è il modo migliore per imparare a farla; e lo stesso vale per il condizionamento, ad esempio per reagire a situazioni di pericolo (difesa personale, etc). E’ importante quindi iniziare il prima possibile a condizionare comportamenti positivi in ambiti diversi: ragionamento, lavoro, soldi, difesa, sport, rapporti umani, etc.

Da aggiungere a Be Prepared: essere preparati è una cosa da fare ma una competenza sicuramente da ottenere è quella di saper improvvisare, saper cambiare strada quando le cose non funzionano o le condizioni cambiano. Cioè, Be Prepared non deve essere una scusa per restare bloccati sulle decisioni e sulle preparazioni. Be Prepared vuol dire che devi imparare a fare una serie di cose, vuol dire che devi prepararti, studiare e essere pronto ad una serie di cose; è un atteggiamento “mi preparo invece di farmi cadere le cose addosso” e “mi preparo e non mi lancio delle cose senza sapere nulla” è per essere più solidi, non per essere bloccati dalle cose, non è che per fare una cosa allora devi studiare e prepararti per 6 mesi se non è necessario. E’ per dire: devo fare un esame e studio prima anche perchè l’ansia viene proprio perchè non si è preparati, se si è preparati e si sa di poter superare un esame allora si è più tranquilli, ad esempio, però sviluppare la capacità di improvvisare, di sterzare e cambiare strada è fondamentale per non restare bloccati nelle decisioni, è forse la capacità più importante del futuro

Essere preparati è importantissimo 

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