La meditazione aiuta a portare la concentrazione della mente su una cosa in particolare, spostando con impegno tutto ciò che porta la nostra mente da altre parti, a concentrarci su altri pensieri.
Se stai camminando in un bosco e improvvisamente inciampi; la caviglia destra ti fa molto male ma a fatica riesci a spostarti per metterti in salvo.
Quello che è importante fare in questi casi, è dedicare qualche minuto a ragionare sul problema “caviglia dolorante” e a implementare una qualche soluzione migliore possibile (come una fasciatura o una steccatura); una volta raggiunta la situazione migliore possibile, anche se continuerà a provocare dolore, ora bisogna concentrarsi su ciò che c’è da fare (in questo caso, c’è da trascinarsi fino all’automobile prima che faccia buio). Durante il tragitto la mente continuerà ad urlare dicendo “ti fa male la caviglia! oh, c’è una caviglia slogata e dolorante”. Ciò che può succedere di peggiore, è che la mente ricami su questa cosa, creando ipotesi non verificabili come “la caviglia sarà sicuramente rotta, vedrai che non riuscirai ad arrivare alla macchina e a metterti in salvo, vedrai che anche se ti salvi, sarai zoppo per sempre”.
Questi pensieri occupano risorse alla mente e al corpo e lo fanno senza dare niente indietro; quello che c’è da fare è abbassare il volume di questi pensieri, tenerli lì presenti per ricordarci che abbiamo una caviglia dolorante ma senza permettergli di impedirci di impegnarci per arrivare alla macchina. Non si tratta di ignorare il dolore ma non di non permettergli di fare ciò che è meglio per noi, cioè arrivare alla macchina e chiedere aiuto.
Se mentre il bambino fa degli esercizi si sbaglia, tenderà a pensare ancora che sta sbagliando; allora dobbiamo esortarlo a mettere via il pensiero perchè non aiuta a fare meglio.