“Non posso farlo” o “non so farlo” dovrebbe diventare “come posso farlo?” è come dire “non posso permettermelo” invece dovresti dire “come posso permettermelo?” => non è che ogni cosa è possibile ma l’atteggiamento deve essere tendente a capire come si può fare qualcosa, mentre quando dici “non posso farlo” stai già dicendo che non c’è niente da fare, finisce tutto lì.
Come insegni allora ad accettare i propri limiti? Ragionando così non ci sarà mai un limite e non capirà quando fermarsi davvero.
Io voglio riuscire a correre di più, dopo 1 minuto e mezzo sono spompato. Io posso dire non posso farlo, sono fatto così, dentro mi rimane però la volontà di correre più veloce per più tempo. Io posso convincermi di non essere così, perché essere così va bene lo stesso. Oppure posso dire mi impegno e vedo dove arrivo. La risposta alla domanda: “faccio fatica o lascio perdere?” dovrebbe essere “quanto mi interessa arrivare a quell’obiettivo”. Ad un certo punto arriverò ad un livello di fatica tot “quanto mi va di fare fatica per raggiungere quell’obiettivo”. Non quanto mi va in quello specifico momento, ma quanto è importante raggiungere quell’obiettivo. Se poi in quella strada sento ad un certo punto che mi pesa troppo e allora significa che ho terminato. All’inizio potrebbe anche essere che non gli vada e deve lui capire se non gli va proprio o se invece non gli va perché non ha voglia di impegnarsi e molla fin da subito.