Decidere quali rischi correre: nessuno? Magari, ma non è così facile. Bisogna decidere quali rischi accettare che possa correre, perchè correre un rischio a volte è l’unico modo di imparare a fare qualcosa (prima o poi dovrà imparare ad attraversare la strada da solo e sarà rischioso) quindi dobbiamo essere bravi a Capire quali rischi è utile correre e quali non è utile affatto, e poi, se pensiamo che valga la pena, allora dobbiamo essere ancora più bravi a (1) Valutare quanto è realmente rischiosa una cosa: valutare realmente un rischio (cioè quante possibilità ci sono che succeda qualcosa di negativo?) è difficile. Una volta valutato il grado di rischio (cioè la probabilità negativa) bisogna chiederci (2) Quanto sia costoso essere impattati dalle conseguenze dell’avverarsi del caso negativo: potrebbe finire in ospedale? Si beccherebbe una piccola escoriazione curabile in due giorni, cerotti e acqua ossigenata? Magari ci sono poche probabilità negative, ma se le cose vanno male, anche se la probabilità è bassa, si becca la febbre gialla, o una semplice influenza? Finirà per rompersi un braccio o a piangere con l’arnica?
Una volta deciso che vale la pena correre un rischio e che siamo pronti ad accettarne le conseguenze, allora a questo punto dovremo dargli tutti gli strumenti per abbassare il più possibile le probabilità di “cadere”; se un bambino vuole camminare su un muretto e noi decidiamo di accettare, avrà più possibilità di non cadere se noi gli spiegheremo come camminare al meglio sul muretto, se gli spiegheremo la tecnica, se gli diremo che umore mantenere per tutta la funambolata, se gli spiegheremo, in caso, come provare a mettersi se dovesse cadere, che cosa pensare, etc. In altre parole, se avrà gli strumenti adatti, avrà più possibilità di non farsi male, di farcela e di sentirsi figo per essere riuscito. Barate: invece di accettare che facciamo qualcosa che vi mette ansia mostrando ansa e dicendo “attento” ad ogni pericolo, insegnate ai vostri figli a vincere.
[vignetta del bambino che cammina sul filo]
Correre un rischio controllato è anche un insegnamento, forse è il migliore che puoi avere da bambino: quando corri un rischio consapevole, fai l’esperienza del rischio, impari anche qualcosa su come gestire altri tipi di rischi. E’ difficile pensare che imparare a camminare sul muretto senza cadere, o sapere cosa fare se si cade, possa aiutare a prendere decisioni migliori che nulla c’entrano con il funambolismo: aprire un’impresa, trasferirsi per un lavoro, gestire una relazione problematica, sono tutte capacità non direttamente collegate a quella di camminare sul muretto, ma camminando sul muretto si impara a ragionare, si impara a capire che il rischio esiste, c’è, e che si può decidere di accettarlo e gestirlo, oppure di evitarlo completamente (cercando magari di evitare l’esperienza se è possibile farlo). Si impara a fare le cose in maniera attenta, pensando che c’è il pericolo di farsi male ma anche che ci si può divertire se non ci si distrae e si fanno le cose per bene. Si impara che alle tue spalle ci sono i tuoi genitori pronti a raccoglierti, ma che se cadi, sei tu a farti male per primo: ma non parlavamo di camminare su un muretto? Ogni esperienza da bambino è molto di più, ogni esperienza dovrebbe insegnare qualcosa con l’esempio e con l’esperienza stessa.