Adesso mi ha chiesto se aveva fatto un buon riassunto, m’ha fatto vedere un’altra parte che aveva scritto, e è buono ma copia ancora troppo, allora gli ho detto “PER ME hai fatto un ottimo lavoro perchè ti sei impegnato” (nota “per me” quindi ho legato il giudizio a una variabile, a me personalmente) “e perchè sei stato qui, hai letto, hai fatto i riassunti, QUESTO è ottimo” (anche qui ho agganciato il giudizio a un qualcosa di specifico quindi non come prima in cui avevo detto, rileggi qui, che era ottimo e basta perchè aveva appena iniziato ed era stato ottimo il fatto di aver iniziato, non era importante parlare dell’oggetto del lavoro, cioè del riassunto) e ho detto “poi mamma è la persona più adatta a capire come fare riassunti e può aiutarti a farli sempre meglio, a migliorarli” e lui “quindi poi me li devo rifare tutti da capo?” e io “no, tranquillo, questi vanno bene come sono, poi li usate con mamma per capire come fare meglio quelli che farai dopo” quindi vedi era concentrato sul “ma me li devo rifare?” piuttosto che sul “sono giusto o sbagliati?” perchè al primo giro avevo detto “ok perfetto” e adesso ho legato il “perfetto” a degli aspetti specifici, e ho detto che con te li potrà migliorare (quindi tradotto “ci sono singoli aspetti ottimi, ma non sono perfetti” => ok panico non vanon bene, sono sbagliati? me li devo rifare? => e poi subito la “soluzione” e cioè “li migliorerai con mamma che è la persona giusta per queste cose”)
Migliorare vale la pena?
dipende, bisogna sempre chiedersi se vale la pena impegnarsi in una cosa o meno