Il genitore deve fare in modo che i propri figli credano in se stessi, imparino a conoscersi, a conoscere le proprie capacità e i propri limiti. E sappiano affrontarsi, non vergognandosi di avere dei limiti, ma avendo invece la capacità di affrontarli, se hanno voglia di superarli o se invece decidono serenamente di gettare la spugna perchè non gli interessa abbastanza.
Ad esempio un bambino può non essere bravo a giocare a calcio: bisogna aiutarlo a capire quanto gli importa essere bravo a calcio e se per lui è importante, spingerlo ad impegnarsi per imparare.
Nel caso di “volontà di essere bravo in qualcosa” bisogna anche aiutarlo a capire se ci sono motivi secondari, tipo la volontà di far parte di un gruppo (e terziari: perchè per lui è importante far parte di un gruppo o di quel gruppo in particolare?).