Riflessioni su insegnamenti

Come affrontare un evento avverso

Quando capita un evento avverso, non si può decidere se affrontarlo o meno. Non fare nulla è comunque “decidere di non fare nulla”. Lamentarsi della situazione attuale non serve assolutamente a nulla.

Se è accettabile provare ansia, paura, stress e inadeguatezza, è altrettanto necessario ragionare lucidamente e capire come e quando iniziare a reagire (libro Mental Survivor).

Di solito non si può decidere se affrontare un problema o meno; di solito le cose ci cadono addosso e lamentarsi della situazione attuale non serve assolutamente a nulla.

Non si può decidere di finire vittima o meno, ma si può sempre decidere se e come reagire.

Accettare di avere paura

E’ accettabile che si possa tentennare, che si possa soffrire, che si possa stare preoccupati e provare ansia; è accettabile e questo non va mai messo in discussione, nemmeno verso se stessi.

La paura è la sensazione che proviamo quando ci troviamo di fronte a qualcosa che noi percepiamo come un pericolo (cioè che pensiamo che possa farci del male).

Quindi si basa sulla nostra capacità di interpretare correttamente il “pericolo”: non è detto che siamo sempre bravi a dare il giusto peso / a capire quanto pericolose siano le cose.

Cosa ci succede quando abbiamo paura (reazioni fisiche)
cuore che batte più veloce
respiro accelerato
Perchè?

Cosa facciamo quando abbiamo paura
Flight
Fly
Freeze

Ragionare con consapevolezza

E’ utile avere la consapevolezza esatta e perfetta della situazione e delle possibilità per riuscire a fare il massimo con le carte che si hanno in mano.

Fly or fight? Se non puoi vincere, scappa!

Non c’è alcuna vergogna a scappare davanti a un pericolo che non puoi affrontare, a scappare per metterti in salvo se hai davanti qualcuno troppo grosso e contro il quale non puoi vincere. Non devi schiantarsi contro qualcosa solo perchè devi mostrare di essere coraggioso/a: farsi del male dal soli per dimostrare qualcosa, non è coraggio, è stupidità.

Anche Thorin Scudodiquercia, in uno dei film della trilogia Lo Hobbit, quando capisce che il nemico è invincibile, consola e congeda i propri compagni con la famosa frase Vivremo per combattere un altro giorno, perchè effettivamente non ha senso farsi schiacciare da una forza invicibile.

Ma se hai delle chance, valuta se combattere

Se cominci a scappare ogni volta, davanti a chi potresti affrontare, anche se non hai la certezza matematica di poter vincere, inizierai a sempre a perdere a tavolino.

Bisogna valutare quali carte si hanno e poi decidere se prendere il rischio (Fight) o scappare (Fly).

Tornado ai concetti iniziali di questo articolo: a nessuno piace combattere. Consideriamo sempre che i combattenti per eccellenza, cioè i soldati, sono la categoria più pacifista al mondo, perchè le guerre le combattono loro e il rischio e la fatica li vivono in prima persona.

Ma a volte, combattere, reagire, fisicamente o verbalmente, impegnarsi per non soccombere, è necessario per salvaguardare se stessi; quando si dice “combattere” si pensa subito allo scontro fisico, ma qui intendiamo anche il rispondere a tono ad un bullo, difendere la propria posizione lavorativa o l’azienda.

Agire con consapevolezza

Una volta capita con consapevolezza la situazione, bisogna studiare le proprie carte e non pensare sulle carte che vorremmo, pensare solo con le carte che effettivamente abbiamo in mano, utilizzare tutte le capacità a disposizione, di preparazione fisica e mentale (decidere se Fly or Fight) identificare azioni da svolgere e poi svolgerle al massimo delle nostre capacità.

Ricordare sempre che non è finita finchè non è finita, che anche negli ultimi 10 secondi si può fare la differenza, e se proprio non si riesce, quantomeno avremo rispettano noi stessi e gli altri, usando con consapevolezza e senso pratico il tempo e le risorse a nostra disposizione, fino alla fine.

Cosa succede se combatti e perdi

Se combatti e perdi e una volta che hai perso, non impari niente, hai perso su tutta la linea. Almeno cerca di imparare qualcosa per dare un senso all’aver perso.

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