Succede spesso di provare rabbia di fronte agli sbagli dei nostri figli: è normale, anche se sono piccoli e negarlo non solo non serve, ma non è sano. La rabbia è un’emozione e, come le altre, è giusto riconoscerla e accettarla. Se lo faremo noi per primi, riusciranno a farlo anche i nostri figli, imparando con l’esempio. Un aspetto complesso della rabbia è però la sua espressione: come è meglio reagire di fronte ad un comportamento di nostro figlio, che ci crea così tanta rabbia? Nonostante l’impeto sia quello di sfogare, quindi alzare la voce, rispondere con un tono infastidito, mettere distanza tra noi e nostro figlio, dobbiamo sempre tenere a mente che i bambini non riescono a dividere il “comportarsi in modo sbagliato” dall’essere sbagliati. Quando siamo arrabbiati, possiamo mettere distanza per qualche minuto, ma poi dobbiamo sempre parlare e agire per comunicare al bambino che gli vogliamo sempre bene, che la rabbia non cancella l’amore e che lui non è sbagliato, ma è il comportamento che va modificato e noi siamo i suoi alleati più stretti per riuscire in questo intento. Si può e si deve dire di no, per stabilire confini e far capire al bambino che esistono limiti da rispettare.