Il senso di colpa è una delle armi più potenti all’interno della relazione tra genitori e figli, e anche la meno riconosciuta. Per questo, essere in grado di identificarla e affrontarla è fondamentale.
Ma che cos’è il senso di colpa? Il senso di colpa è l’emozione di sentirsi “sbagliati” per colpa propria, inadeguati, incapaci, senza valore. Per lo sviluppo di una personalità equilibrata e serena, una colpevolizzazione lieve può essere utile a diventare consapevoli di sé stessi e delle norme social intorno a noi. Se però lieve può trovare spazio nell’ambito educativo, una colpevolizzazione esagerata e priva di giustificazione può creare solo una mancanza profonda di stima. Nel comportamento dei genitori, è necessario che ci sia equilibrio, un equilibrio che affonda le radici prima di tutto dentro noi, come persone consapevoli, che hanno il dovere di essere sinceri con sè stessi.
Tra genitori e figli, si costruisce un complesso di colpa, che con il crescere dell’età, guida il bambino verso una direzione diversa rispetto a quella del genitore. Se però la colpevolizzazione diventa eccessiva, prolungata nel tempo, si creerà quella sensazione di inadeguatezza nel bambino, che proverà confusione, rabbia, aggressività e finirà per “spegnersi” per sfuggire al conflitto con il genitore. Probabilmente, ci sentiremo tutti immuni dal processo di colpevolizzazione, ma non serve urlare continuamente “è colpa tua” per attuarlo. Le colpevolizzazioni sono tutti quei comportamenti che inducono il bambino a formarsi una opinione negativa di sè. Il bambino è incapace e impotente e non è il tiranno che per anni i pedagogisti hanno disegnato. E’ molto facile far perdere la stima di sè, mentre rafforzarla è molto più difficile.
Fare i genitori non è un mestiere facile, ma tra tutte quelle con cui quotidianamente siamo costretti a confrontarci, una è forse la più difficile: allenare a cercare la responsabilità e non la colpa.
Per fare questo passaggio, dobbiamo prima pensarlo e agirlo su noi stessi, come adulti. Quando sbagliamo infatti siamo portati a pensare di avere la colpa di quello sbaglio e ill senso di colpa ci schiaccia, ci fa sentire piccoli e incapaci. Se riusciamo però a passare dal senso di colpa al senso di responsabilità, vediamo che cambiamo completamente prospettiva: l’errore non diventa una colpa che ci schiaccia, ma un problema da risolvere e che una volta aggiustato ci fa stare meglio, ci insegna a gestire una situazione problematica e a reagire al problema. Questo è lo stesso atteggiamento di responsabilità che dobbiamo passare ai nostri figli.
Quando uno dei nostri figli fa un errore, la nostra prima reazione potrebbe essere quella di arrabbiarci, con l’unica conseguenza di far sentire il bambino in colpa. A volte, potremmo anche avere la reazione di rassicurarlo ed eviteremmo il sentimento di colpa, ma se ci fermiamo qui, come spesso accade, non arriveremmo al vero fine della questione. Perderemmo, insomma, una grande occasione di insegnamento.
Per poter trasformare l’errore del bambino, in una occasione di crescita e sviluppo personale, il segreto è parlare di ciò che è accaduto. Facciamolo con calma, lasciando al bambino il giusto spazio di riflessione: spingere il bambino a ripensare a cosa è accaduto e al suo comportamento, in assenza di giudizio sulla sua persona, è il segreto per aiutarlo a passare dal sentimento di colpa, che naturalmente si forma in lui dopo l’errore, al sentimento di responsabilità. Trasformare la colpa in responsabilità, permette al bambino di comprendere che può avere controllo di sè, anche in quei casi in cui non sente di avere il controllo e che di fronte all’errore, può ragionare per capire dove ha sbagliato e rimediare all’errore fatto, con un’azione positiva. Questo non cancellerà l’errore, ma insegnerà al bambino a reagire di fronte allo sbaglio, senza farsi definire da esso come colpevole e vedendolo come occasione di crescita.