La differenza fra Ottimista e Positivo: l’ottimista pensa che andrà tutto bene anche se non ha alcuno strumento per mandare le cose nel verso giusto mentre il positivo è più vicino al concetto di “non pessimista” perchè guarda le cose per quelle che sono e non pensa che andranno male anche se non ha prove a sostegno di questo, tende più a concentrarsi sul “cosa fare” piuttosto che sul impiegare tempo e risorse a pensare che andrà male.
Facciamo un esempio in linea coi tempi: sei stato a contatto con un positivo al Covid, e sai che potresti aver preso il virus. Sai anche che probabilmente, i sintomi, se arriveranno, lo faranno soprattutto fra il terzo e il quinto giorno dopo il contagio. A volte succede che arrivano anche dopo il settimo giorno, ma è meno probabile.
Un ottimista, continua a vivere la sua vita tranquillamente, perchè pensa “sicuramente non l’ho preso e se l’ho preso, non avrò sintomi” mentre una persona pessimista penserà di averlo preso di sicuro e che i sintomi arriveranno e saranno gravi; vivrà ogni giorno come l’ultimo e non considererà statistiche o esperienze altrui.
Però fin qui, non cambia molto, entrambi non si informeranno sula disponibilità di terapie da seguire, sugli accorgimenti per evitare di attaccare il virus ad un’altra persona e non si prepareranno in nessun modo: il primo non cambierà nulla perchè penserà che tutto andrà bene (ignorando di fatto i tanti casi gravi in circolazione) e il secondo non farà nulla perchè sarà bloccato dalla paura e si sentirà schiacciato dalla situazione.
L’approccio Positivo è un approccio che guarda alle cose come stanno si basa sulla resilienza e sulla forza di poter conoscere la verità senza perdere la capacità di reagire in maniera lucida, e in un caso come quello ipotizzato sopra, cioè il contatto stretto con persone positive al Covid, cercherà di mantenere autocontrollo e lucidità, di informarsi per capire cosa è possibile fare per prepararsi, come monitorare i sintomi da osservare e come proteggere le persone che ha intorno.
Prepararsi, significa andare anche oltre al solo approccio Positivo, ma cercare di capire le possibilità di infettarsi (se si vive in città e si prendono tutti i giorni i mezzi pubblici forse l’informazione è più necessaria rispetto ad una persona che vive in campagna o isolato) e in base a queste, si può decidere di informarsi preventivamente e preparasi al meglio, iniziando da alcune cose più semplici e utili (ad esempio munirsi di strumenti come un pulsossimetro o un termometro per la temperatura corporea) e decidere come comportarsi nel caso una persona in famiglia fosse positiva. Un ottimista non si munirebbe di nulla e non deciderebbe alcuna procedura operativa, mentre un pessimista comprerebbe tutto ciò di cui potrebbe, nel caso, avere bisogno, anche più di quanto gli serve (compra per gestire l’ansia e la preoccupazione, non perchè una cosa gli possa servire nel caso avverso) e vive tappato in casa o già in quarantena come se una persona della famiglia fosse già infetta.