{"id":166,"date":"2021-05-16T19:31:54","date_gmt":"2021-05-16T19:31:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.foto3decommerce.com\/?p=166"},"modified":"2021-06-20T11:24:21","modified_gmt":"2021-06-20T11:24:21","slug":"faccio-da-solo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.foto3decommerce.com\/index.php\/2021\/05\/16\/faccio-da-solo\/","title":{"rendered":"Faccio da solo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">non c\u2019\u00e8 cosa pi\u00f9 stupida di versare l\u2019acqua al bambino quando \u00e8 abbastanza grande per farlo da solo, non c\u2019\u00e8 cosa pi\u00f9 stupida di vestirlo quando \u00e8 in grado di farlo da solo. Chiaro che esistono eccezioni a questo, nessuna regola \u00e8 valida sempre e in ogni occasione (anzi, se una regola \u00e8 valida sempre e non viene mai sgarrata, la vita diventa un incubo di dittatura per tutti\u2026 per chi la regola la deve seguire e per chi la deve far rispettare!). E\u2019 bene che le regole vengano a volte non rispettate per rendere tutto pi\u00f9 umano, facile e meno stressante. Ma appunto, fargli ci\u00f2 che lui pu\u00f2 fare bene, serve solo a impigrirlo, non renderlo sicuro di s\u00e9 e delle proprie capacit\u00e0, farlo sentire \u201cpiccolo\u201d e \u201cincapace\u201d, etc. L\u2019idea generale \u00e8 che se pu\u00f2 farlo, allora dovrebbe farlo da solo (con le dovute eccezioni alla regola, come si diceva prima); l\u2019indipendenza \u00e8 importante per le persone che crescono ed \u00e8 importante per noi che non dobbiamo impegnarci a pulirli dopo aver fatto la cacca fino a 15 anni\u2026 ma tutti noi abbiamo visto almeno una volta nella vita la classica situazione del genitore onnipresente, che fa le cose al posto dei figli, e poi quando i figli hanno 18 anni, si lamenta che il figlio non sa fare niente da solo e lo addita di essere pigro e incapace; amico mio, \u00e8 normale che se gli pulisci la cacca anche quando ha 10 anni e non lo spingi a pulirsi da solo, a 18 anni non sapr\u00e0 fare niente! I genitori sono stati dei bambini un tempo e l&#8217;educazione classica \u00e8 sempre stata &#8220;\u00e8 un bambino, non sa fare nulla, faccio io al posto suo. Quando sarai grande potrai farlo anche tu&#8221;. Adesso che sono genitori, tendono a reiterare lo stesso errore. &#8220;Adesso sono grandi&#8221; e possono finalmente &#8220;fare da soli&#8221;, quindi hanno lo stesso atteggiamento con i figli perch\u00e9 pensano che questo sia il momento per loro di fare e che non sia il momento dei bambini. In realt\u00e0 non c&#8217;\u00e8 un momento per ogni et\u00e0, ci sono una serie di cose che si riescono a fare in et\u00e0 diverse, con risultati diversi. Dato che il fine dell&#8217;educazione \u00e8 quello di creare una persona autonoma e indipendente, non bisogna travisare e confondersi considerando il fine dell&#8217;educazione solo quello di dar da dormire e dar da mangiare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Mettersi da parte<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">per tutta la vita cerchiamo di metterci davanti, di portare o di arrivare a degli obiettivi, di vincere, di ottenere qualcosa. Chi pi\u00f9 e chi meno, questo \u00e8 il nostro atteggiamento principale. L\u2019argomento \u00e8 che quando diventiamo genitori, questo atteggiamento non dobbiamo pi\u00f9 averlo noi coi nostri figli, non dobbiamo \u201cvincere\u201d noi, ma dobbiamo lasciare il passo, dobbiamo lasciare che siano loro a vincere, anche con noi. Il concetto \u00e8 che io tifo per te e sono contento quando vinci. Se vogliamo educare delle persone in grado di stare con se stessi e gli altri in maniera efficiente, dobbiamo lasciare che qualche volta vincano loro, che si sentano di aver vinto, di aver battuto i genitori. Ma non solo: devono essere i primi a mettere i piedi in una stanza in cui non \u00e8 mai stato nessuno, devono essere i primi a provare le esperienze, a proporre, a spingere in avanti, a essere protagonisti. Dobbiamo lasciare il passo e dobbiamo farlo da quando sono piccoli. Un tempo lavoravo per una grande azienda di consulenza molto strutturata in cui la crescita professionale e l\u2019ottenimento di promozioni erano sfide centrali tanto quanto il lavoro che facevamo giornalmente. Chi aspirava ad essere promosso ad un ruolo superiore, veniva chiamato a prendersi responsabilit\u00e0 e a dire la sua: &lt;&lt;tu come gestiresti questa situazione se oggi fossi gi\u00e0 stato promosso?&gt;&gt;. Il punto era che, se uno voleva essere promosso, doveva dimostrare di essere gi\u00e0 in grado di ricoprire il ruolo a cui aspirava; certo, una volta promosso, la cosa si sarebbe fatta seria e avrebbe ogni giorno dovuto \u201cessere\u201d quel ruolo che aveva ottenuto, ma negli anni precedenti si facevano delle specie di simulazioni, per iniziare a \u201cprovare\u201d. E\u2019 un p\u00f2 come quando i partiti politici creano un governo senza aver vinto le elezioni: nominano alcuni personaggi di spicco del partito a ministri, e ogni volta che c\u2019\u00e8 l\u2019occasione, ogni ministro dice come lui avrebbe gestito una determinata situazione, e questo \u00e8 utile sia per lui (per fare esperienza) che per gli elettori, per capire come una persona si comporterebbe nel caso il suo partito vincesse le elezioni. Qui la cosa \u00e8 molto simile: \u00e8 chiaro che un bambino non pu\u00f2 e non deve prendersi responsabilit\u00e0 eccessive, \u00e8 chiaro che non potr\u00e0 e non dovr\u00e0 guidare una famiglia o riparare un elettrodomestico come un pap\u00e0 o una mamma. Ma tenerlo da parte perch\u00e8 \u00e8 piccolo mentre si aggiusta la lavatrice o mentre si ragiona per prendere una decisione che non lo riguarda o per la quale non ha ancora la maturit\u00e0 per dire la sua, \u00e8 sbagliato: ogni volta che si ha l\u2019occasione e la possibilit\u00e0 di spendere un p\u00f2 di tempo per questo, bisogna lasciarlo provare ad avere un ruolo pi\u00f9 maturo del proprio, per iniziare a fargli capire che cosa significa crescere e per farlo \u201cprovare\u201d, serve anche a noi per capire di che pasta \u00e8 fatto. E magari pu\u00f2 darci anche degli ottimi consigli.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lasciar fare<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">spesso i bambini si comportano in maniera sbagliata con gli oggetti in casa e\/o con i giocattoli. Spesso il loro comportamento pu\u00f2 indurli a rompere un giocattolo o semplicemente ad usarlo in maniera non corretta. Lasciamoli fare: un gioco viene disegnato dal costruttore per poter essere usato in una determinata maniera ma magari loro sono troppo piccoli per capirlo, oppure sono creativi e ci vedono un utilizzo diverso. La classica immagine del pap\u00e0 o della mamma (nonna, nonno, etc) che viene l\u00ec e dice \u201caspetta adesso ti faccio vedere come si usa, non si usa cos\u00ec\u201d \u00e8 da evitare (quasi) sempre. Il bambino dovrebbe essere libero di scoprire nuovi modi di usare un gioco e dovrebbe poter anche correre il rischio di romperlo: chiaramente questo discorso vale pi\u00f9 per un bambino pi\u00f9 grande in grado di capire che sta per rompere un gioco, in grado di decidere cosa fare, ma l\u2019idea \u00e8 di tendere a dire \u201cil gioco \u00e8 tuo e sei libero di usarlo come ti viene meglio usarlo\u201d \u00e8 giusto anche mettere in guardia \u201ccos\u00ec facendo lo potresti rompere\u201d ma deve cmq essere sempre lui a decidere se correre il rischio di romperlo perch\u00e8 alla fine, anche se un gioco glielo hai regalato te, o i nonni o babbo natale, dovresti capire che adesso il gioco in realt\u00e0 \u00e8 il suo, e pu\u00f2 disporne come vuole. Oppure, prenditi la responsabilit\u00e0 di dire \u201cok sei troppo piccolo per questo gioco, cos\u00ec facendo lo romperai e non voglio che tu lo rompa, te lo metto da parte e quando sarai pi\u00f9 grande te lo ridar\u00f2\u201d; stare per\u00f2 l\u00ec a sindacare continuamente su come usare un giocattolo, su quanto \u00e8 sbagliato usarlo in quel modo, su quante possibilit\u00e0 ci sono di romperlo, \u00e8 comunque sbagliato e far\u00e0 sentire al bambino che quel giocattolo in realt\u00e0 non \u00e8 il suo, perch\u00e8 se un giocattolo \u00e8 tuo, ne puoi disporre come vuoi. Se poi ci sono giocattoli che devono essere giocati con altri, allora si insegner\u00e0 a rispettare le regole del gioco (tipo Monopoly). Quando per\u00f2 sar\u00e0 da solo, potr\u00e0 fare come vuole. Quello che voglio dire \u00e8 di cambiare le proprie tendenze: non bisogna entrare nella tendenza del &#8220;altrimenti si rompe&#8221;, &#8220;non si usa cos\u00ec&#8221;, poi ovviamente il buon senso deve farla da padrone.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>non c\u2019\u00e8 cosa pi\u00f9 stupida di versare l\u2019acqua al bambino quando \u00e8 abbastanza grande per farlo da solo, non c\u2019\u00e8 cosa pi\u00f9 stupida di vestirlo quando \u00e8 in grado di farlo da solo. 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